Tropico: un piccolo paradiso da governare
Questo è un pezzo di storia che cercavo da tanto. Quando ho visto la Tropico Edizione Collezionista, non ci ho pensato due volte: l’ho comprata al volo, come si fa con quelle cose che senti già tue. Avere la collezione fisica tra le mani è quasi un piccolo rito: la apro, guardo la copertina tropicale, e già mi sembra di sentire la musica calda in sottofondo.
Tropico è un gestionale, sì — e anche un po’ rétro, con quel fascino da gioco che non ha bisogno di effetti speciali per funzionare. Non è molto diverso dal primo, e forse è proprio questo che mi piace: quella semplicità che ti fa sentire subito a casa, senza mille complicazioni.

E poi c’è El Presidente. Quel suo modo semiserio di governare l’isola, tra decisioni importanti e momenti che ti fanno sorridere, è irresistibile. Ti ritrovi a sistemare tasse, costruire scuole, attirare turisti… e intanto lui ti guarda dall’alto con quell’aria da “tranquilla, ci penso io”. È ironico, teatrale, un po’ assurdo — ed è impossibile non affezionarsi.
La musica, l’isola, i turisti che arrivano piano… tutto ha un ritmo morbido, rilassante. È un gestionale, certo, ma è anche una piccola vacanza digitale. E ora che ho la collezione, è come avere quel rifugio tropicale sempre a portata di mano.
