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I personaggi più amati dei videogiochi

Il mito di Zelda: come Nintendo ha ridefinito l’avventura

C’è un “prima” e un “dopo” nella storia dei videogiochi, e quel confine porta inciso il simbolo della Triforza. Da quarant’anni, The Legend of Zelda non è solo il gioiello di Nintendo, ma la bussola dell’intera industria videoludica.

Ma qual è il segreto del suo successo immortale?

Tutto nasce nel 1986 dal genio di Shigeru Miyamoto, che decise di trasformare in pixel le sue esplorazioni infantili nei boschi di Kyoto. Il primo Zelda per NES fece qualcosa di rivoluzionario: eliminò i percorsi guidati. Nessun punteggio, nessuna freccia a indicare la via. Solo un mondo aperto e una spada. Quel senso di scoperta e mistero è diventato il DNA della serie.

Se il passaggio al 3D con Ocarina of Time (1998) ha letteralmente inventato le regole dei giochi d’azione moderni, capitoli recenti come Breath of the Wild hanno ribaltato di nuovo il tavolo. Nintendo ha sostituito i vecchi enigmi guidati con una libertà totale, dove la fisica e la creatività del giocatore sono le uniche vere regole.

Oggi Zelda è ovunque, nella Musica dove le colonne sonore di Koji Kondo sono capolavori eseguiti da orchestre sinfoniche mondiali e nel design dove la Master Sword e lo Scudo Hylia sono icone storiche della cultura pop.

Influenza: Ogni moderno gioco “open-world” ha un enorme debito con Hyrule.

Giocare a Zelda significa accettare di farsi meravigliare. In un’epoca di titoli che ci tengono costantemente per mano, la libertà firmata Nintendo rimane la più grande e preziosa delle avventure.

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